Salta versamento da 150mila euro, Costampress verso la liquidazione
Bitonci, 'Accursia Capital non rispetta gli impegni assunti'
Il versamento da 150mila euro necessario per l'omologa del concordato di Costampress, azienda di pressofusione che occupa circa 120 dipendenti a Scorzè (Venezia), non è stato effettuato e l'azienda ora rischia la liquidazione giudiziaria. È quanto emerge oggi, quattro giorni dopo il tavolo in Regione Veneto nel quale la proprietà, il fondo Accursia Capital, aveva assicurato il versamento della somma necessaria alla manutenzione degli impianti entro ieri, lunedì 13 aprile. Un "atto di irresponsabilità che spinge l'azienda verso il baratro", scrivono in una nota Fim Cisl e Fiom Cgil, perché "rende la proposta di concordato estremamente fragile". Il rischio è la mancata omologa del piano di concordato e "che si vada verso la liquidazione giudiziale", cioè la procedura concorsuale che nel codice della crisi d'impresa ha sostituito il fallimento. Tanto che i sindacati, in quest'ottica, hanno già preso contatti con i commissari. Allo stesso tavolo di venerdì, davanti alle minacce di uno sciopero congiunto di Costampress e della padovana Aluminium Die Casting e della friulana Friulpress, il managing director del fondo Swen Graf ha informato di avere appena venduto le altre due società. Insieme le tre aziende occupano oltre 300 addetti, che salirebbero a circa 400 considerando anche la trevigiana Likum, chiusa nei mesi scorsi dopo il passaggio di Accursia. "Ci ritroviamo a constatare il mancato rispetto degli impegni assunti in sede regionale da parte del fondo tedesco Accursia Capital", commenta l'assessore allo Sviluppo economico del Veneto Massimo Bitonci. Duro, per la Fiom, il funzionario Cristian Modesto: "Stanno uccidendo tutte le imprese del settore".
P.Beaulieu--SMC