Italia costruisce la 'fortezza digitale' della memoria del Libano
Cerimonia a Beirut dell'iniziativa promossa dall'Heritage International Institute
L'Italia mette la sua tecnologia e la sua rete scientifica al servizio della memoria del Libano: alla Biblioteca nazionale di Beirut è stata attivata oggi in diretta mondiale la piattaforma digitale 'Archiving Lebanon's Heritage', un archivio partecipativo aperto a chiunque nel mondo custodisca una testimonianza storica del paese dei cedri. Lo annunciano l'Heritage International Institute (Hii), l'istituto italiano per la tutela del patrimonio culturale nel mondo, e la Direzione generale delle antichità (Dga) del ministero della cultura libanese, promotori dell'iniziativa, che dà attuazione agli accordi di cooperazione scientifica siglati tra le due istituzioni a Parma. Alla cerimonia hanno partecipato il ministro della Cultura libanese, Ghassan Salame, il direttore della Dga, Sarkis Khuri, l'ambasciatore d'Italia a Beirut, Fabrizio Marcelli, e il presidente dell'Hii, Sergio Iovino. I conflitti, ha detto Iovino, "possono ferire la pietra dei monumenti, ma non possono cancellare l'identità di un popolo se questo decide di custodirla". La piattaforma, multilingue e accessibile da qualsiasi dispositivo, guida l'utente nel caricamento di foto, lettere, mappe, registrazioni e video, ordinati in tre categorie: patrimonio tangibile, immateriale e naturale, dalle foreste di cedri alla Valle di Qadisha. I donatori restano proprietari dei materiali e ne decidono il livello di riservatezza. Ogni file è conservato nell'infrastruttura digitale federata Dariah-It, coordinata dal Cnr, a garanzia di sicurezza e conservazione nel lungo periodo. E' prevista anche la mappatura 3D integrale del sito archeologico di Faqra. Tra dodici mesi, a Roma, un gala internazionale premierà i contributi più significativi con tre riconoscimenti, uno per ciascun pilastro del progetto.
Ch.Levesque--SMC