Caffè nero bollente, detenute 'attrici' nel corto girato a San Vittore
Cinzia Pedrizzetti regista di una storia sul mondo carcerario, presentata a Venezia
Si intitola "Caffè nero bollente" il cortometraggio diretto da Cinzia Pedrizzetti, presentato al Lido di Venezia e che nasce da uno sguardo sul mondo carcerario e sul tema della relazione, della distanza e della possibilità di cambiamento. Girato interamente all'interno del carcere di San Vittore, Caffè nero bollente porta sul grande schermo una storia in cui le persone detenute e gli agenti della Polizia Penitenziaria diventano parte integrante del racconto, recitando insieme. A eccezione dei due protagonisti, infatti, tutti gli interpreti sono persone detenute. Nel cast figurano Fiorella Mannoia, che interpreta una detenuta, e Lella Costa, nel ruolo di un'avvocata, mentre la fotografia è firmata dal pluripremiato direttore della fotografia Luca Bigazzi. Il titolo del film richiama l'omonima canzone di Fiorella Mannoia, che ha accompagnato l'infanzia della regista e che diventa nel cortometraggio parte di un immaginario più ampio, fatto di memoria, parole e possibilità. Il progetto cinematografico, sostenuto da My Style Bags, affonda le sue radici in un precedente lavoro fotografico di Cinzia Pedrizzetti, realizzato alcuni anni fa e successivamente presentato attraverso una mostra alla Triennale Milano. È da quello sguardo sul carcere, sulle persone che lo abitano e sulle relazioni che si sviluppano al suo interno che prende forma Caffè nero bollente, trasformando l'immagine fotografica in racconto cinematografico. "In carcere manca il contatto fisico: non ci si può toccare, né abbracciare, ed è proprio da questa assenza che i personaggi sono costretti a inventare nuovi linguaggi per entrare in relazione. Quando il contatto è negato, ogni sguardo, ogni gesto e ogni parola acquistano una potenza straordinaria, aprendo uno spazio inaspettato per la poesia e per l'amore", ha commentato la regista Cinzia Pedrizzetti.
X.Gaboury--SMC