Paramount-Warner, il nuovo colosso nasce il 6 ottobre
Dopo lo sblocco del giudice alla maxi fusione di Hollywood
(di Alessandra Baldini) La maxi-fusione del secolo sarà cosa fatta il 6 ottobre: salvo imprevedibili colpi di scena è quella la data per l'entrata in vigore dell'accordo da 110 miliardi di dollari che consentirà a Paramount Skydance di David Ellison di mettere le mani su Warner Bros Discovery dopo che ieri la giudice distrettuale Araceli Martínez-Olguín ha sbloccato l'acquisizione certificando l'intesa tra l'alleato di Donald Trump David Ellison e 12 stati americani. Come si chiamerà il nuovo colosso potrebbe essere annunciato ad ore, mentre Paramount ha avviato una maxi operazione sul debito per finanziare la fusione: oltre 50 miliardi di dollari tra bond e prestiti con rendimenti fino al 9% mentre il nuovo gruppo partirà con circa 80 miliardi di debito netto. Un costo elevato per sostenere una delle più grandi operazioni nella storia di Hollywood. Ellison, che aveva vinto in febbraio contro Netflix, ha intanto già nominato il capo del content di Hbo Casey Bloys alla guida delle operazioni in streaming mettendo alla porta Cindy Holland, arrivata da Netflix solo un anno fa. Il nuovo co-Ceo Yion Kreiz, che viene da Mattel, si insedierà il 5 ottobre alla vigilia dell'entrata in vigore dell'accordo. Ellison si occuperà delle strategie e Kreiz, che ha portato Barbie sul grande schermo, del day-by-day e dell'integrazione, si legge in un comunicato di Paramount. Difficile sottostimare il terremoto a Hollywood. Quello che nascerà la prossima settimana sarà un colosso che mette insieme Batman e Top Gun, Harry Potter, Star Trek e il Padrino; Hbo, Paramount+ e Showtime sul fronte dello streaming con serie come The Pitt, House of the Dragon, Euphoria, Landman e Lioness, più Cnn e CbsNews in materia di media. Gli stati americani guidati dal procuratore della California Ron Bonta, avevano fiutato la situazione di monopolio e fatto causa per antitrust. Avevano poi fatto marcia indietro dopo una serie di concessioni tra cui la creazione di un consiglio di garanti per l'indipendenza editoriale di Cnn e Cbs News (tema attualissimo alla luce della guerra della Casa Bianca alla rete di Atlanta), l'impegno a distribuire ogni anno 30 film nelle sale (almeno 36 già in dirittura d'arrivo nel 2027), 5 milioni di dollari in più sul cinema indipendente aumentando anche la quota di film realizzati negli Usa in linea con le richieste di Trump all'inizio del secondo mandato. L'intesa impegna inoltre il nuovo colosso a non vendere gli studi delle major in California per almeno cinque anni. Se per Ellison "Hollywood ne esce più forte", l'attore e attivista Mark Ruffalo, sulle barricate con altri divi come Jane Fonda e Ben Stiller, è tornato a sparare a zero e ha promesso di continuare a dare battaglia: "Questa fusione soffocherà la creatività, limiterà la libertà di espressione e costerà il posto di lavoro a tante persone. Il problema non è mai stato solo questa operazione. È una battaglia contro oligarchi miliardari e corrotti che, per arricchirsi ancora di più, calpestano gli interessi della gente comune. E noi continueremo a combatterla".
D.Ch. Nadeau--SMC
