Giappone: cedola decennale al 3,1%, ai massimi da 30 anni
Premier Takaichi promette disciplina fiscale, debito al 200% del Pil
Il ministero delle Finanze giapponese ha alzato al 3,1% la cedola della nuova emissione di titoli di Stato decennali, il livello più alto da circa trent'anni, riflettendo il recente rialzo dei tassi a lungo termine. In questo modo la cedola - il tasso d'interesse indicato sui bond al momento dell'emissione - sale dal 2,7% fissato nell'asta precedente di settembre. L'aumento riflette le preoccupazioni per l'inflazione alimentate dal rialzo dei prezzi del petrolio, dicono gli analisti, con le pressioni al rialzo sui tassi a lungo termine statunitensi che si sono trasmesse anche al Giappone. Avvicinando il tasso ai livelli di mercato, il governo può collocare più facilmente i propri titoli. Sul fronte politico, nel discorso programmatico al Parlamento, la premier Sanae Takaichi ha promesso di "controllare" l'emissione di bond e di agire rapidamente contro le turbolenze di mercato, per rassicurare gli investitori preoccupati per i conti pubblici. Takaichi ha definito la sostenibilità fiscale "un prerequisito ovvio della sua politica responsabile e proattiva", annunciando la revisione di sgravi e sussidi esistenti. Priorità immediata dell'esecutivo è l'approvazione della legge sul taglio biennale dell'imposta sui generi alimentari, abbassando l'aliquota dall'attuale 8% all'1% dal prossimo aprile, che aveva innescato vendite sui bond per la mancanza di dettagli sulla copertura. Il debito pubblico giapponese, pari a circa il doppio del Pil, è il più alto tra i Paesi avanzati, mentre i costi di finanziamento salgono con i rialzi dei tassi e la riduzione degli acquisti di titoli da parte della Bank of Japan (BoJ). Lunedì il rendimento trentennale ha toccato un record del 4,235%, sui timori di maggiori emissioni e per l'inflazione legata alla guerra in Medio Oriente.
J.Hall--SMC