Nba: Curry si conferma fenomeno ma non basta ai Warriors
Golden State perde di un punto, Flagg mette ko i Lakers senza Doncic
Mancava dal campo da 27 partite a causa di un infortunio al ginocchio, ma Stephen Curry ha dimostrato di non aver perso la sua mira infallibile. Il 38enne play di Golden State ha segnato 29 punti contro Houston, raggiungendo quota 9000 dal campo e diventando il 26/o giocatore Nba a raggiungere tale traguardo. I Warriors sono stati sconfitti dai Rockets 117-116 anche se Curry era quasi riuscito a completare una rimonta partita da -15 nel terzo quarto, mancando di poco il tiro decisivo a fil di sirena. A Dallas, Cooper Flagg, candidato al premio di rookie dell'anno, ha segnato 45 punti (più otto rimbalzi e nove assist) nella vittoria per 134-128 dei Mavericks sui Los Angeles Lakers. Privi di Luka Doncic e Austin Reaves, che per i rispettivi infortuni salteranno probabilmente anche l'inizio dei playoff, i Lakers hanno scoperto cosa li aspetta, perchè nonostante LeBron James (30 punti, 9 rimbalzi e 15 assist) e Luke Kennard (15 punti, 16 rimbalzi e 11 assist) hanno subito la seconda sconfitta di fila e sono stati raggiunti al terzo posto a Ovest da Denver, che vanta una striscia di otto vittorie consecutive. I campioni in carica degli Oklahoma City Thunder, e leader della Western Conference, hanno mantenuto il loro slancio con una netta vittoria per 146-111 sugli Utah Jazz. I Thunder sono stati letali dalla distanza (53,3%), con dodici giocatori diversi a segno, tra cui l'Mvp 2025 Shai Gilgeous-Alexander, che ha totalizzato 20 punti e 7 assist.
J.Campbell--SMC