Stoccaggio dell'idrogeno tra Terra e spazio, presentato Hydragraph
L'energia del futuro nasce all'università 'D'Annunzio', progetto da 2,5 milioni di euro
L'università degli Studi 'D'Annunzio' di Chieti-Pescara consolida la sua posizione di leader nella ricerca internazionale sulla transizione energetica con Hydragraph, un progetto di ricerca finanziato con 2.499.702,50 euro dal ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell'ambito dei fondi PNRR-NextGenerationEU. L'iniziativa punta a superare uno dei principali limiti dell'idrogeno, considerato il combustibile del futuro per l'assenza di emissioni: la difficoltà di stoccaggio, legata all'elevato ingombro e alle alte pressioni necessarie. La soluzione proposta si basa su due materiali innovativi, clatrati idrati e grafene, capaci di immagazzinare l'idrogeno in modo sicuro ed efficiente. I primi, noti come "ghiaccio che brucia", intrappolano il gas in strutture molecolari d'acqua; il secondo, uno strato ultra-sottile di carbonio, consente di legarlo e rilasciarlo riducendo il peso dei sistemi. La tecnologia è sviluppata nel Dipartimento di Farmacia dell'ateneo, in un laboratorio unico in Italia certificato per la sperimentazione di gas combustibili, e trova applicazione in due ambiti strategici: eolico offshore ed esplorazione spaziale. Nel primo caso, i fondali marini potrebbero diventare "batterie" naturali sfruttando basse temperature e alte pressioni; nel secondo, il sistema potrebbe supportare future basi su Luna e Marte attraverso l'utilizzo delle risorse locali. "Il finanziamento - ha dichiarato il rettore Liborio Stuppia - conferma il prestigio dell'ateneo e la sua capacità di guidare l'innovazione". Il responsabile scientifico del progetto, il professore Pietro Di Profio ha evidenziato il valore della collaborazione con l'Università di Bari e DG Impianti Industriali, finalizzata a portare la tecnologia verso il mercato.
M.Anderson--SMC